RAKU
La rivoluzionaria ceramica Raku nasce in Giappone nel XVI secolo. Da mezzo pratico
per usi quotidiani, nel corso del tempo si è evoluta e la sperimentazione libera
e continua hanno fatto di questa tecnica un importante mezzo di espressione artistica.
La cottura della ceramica Raku nella sua estrema particolarità la rende fra le tecniche
più caratteristiche e affascinanti nel mondo della ceramica e dell’artigianato artistico
in generale.
L’oggetto viene modellato a mano o plasmato al tornio con un particolare tipo di
argilla resistente a forti escursioni termiche, viene cotto nel forno, estratto
rovente, messo in un recipiente metallico e immerso in materiale combustibile come
segatura o foglie secche.
Quanto illustrato è un piccolo esempio di cottura di un pezzo Raku. Alla fine di
questa procedura l’oggetto viene ripulito e prende quelle caratteristiche iridescenze
di rame, di ori, di neri e via dicendo che solo questa tecnica può offrire. La “casualità”
e soprattutto l’impulso del momento fanno si che ogni oggetto sia unico e irripetibile.
CERAMICA TRADIZIONALE
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Accanto a questo tipo di ceramica moderna e “sperimentale” le “Ceramiche Pecci”
per mezzo del pittore Emanuele Pecci, non tralasciano la ceramica artistica tradizionale.
Il pittore Emanuele Pecci ha frequentato diversi corsi che spaziavano sui diversi
campi dell’arte figurativa. Vivendo a Roma per 4 anni ha frequentato la S.R.F e
stando a contatto con i migliori artisti romani ha imparato a disegnare studiando
anatomia, prospettiva, cartoon e ha partecipato anche a corsi di nudo, di modellazione
e di illustrazione. Ha lavorato nel campo del fumetto e dell’animazione e collaborato
alla realizzazione di alcuni lungometraggi e cortometraggi presso la Graphilm. Per
alcuni anni è stato allievo di alcuni fra i migliori riproduttori ceramisti della
zona, partecipando anche a numerosi corsi di ceramica Raku e corsi di design. Attualmente
è socio delle Ceramiche Pecci e realizza prevalentemente riproduzioni di opere classiche
cinquecentesche in policromia e in blu con riverberi in oro e rubino cotti a terzo
fuoco. Il piatto, la mattonella o altro, dopo essere stato smaltato, viene dipinto
a mano e curato in ogni minimo dettaglio. Pur trattandosi di una riproduzione, per
la cura nel segno, per il rispetto della tradizione e per la ricercatezza cromatica,
queste opere assumono una propria e caratteristica originalità. La lavorazione della
ceramica artistica segue una tradizione centenaria dove il soggetto scelto viene
disegnato su una carta velina e appositamente bucherellata per tutto il perimetro
del soggetto.
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La lavorazione della ceramica artistica segue una tradizione centenaria dove il
soggetto scelto viene disegnato su una carta velina e appositamente bucherellata
per tutto il perimetro del soggetto. La carta velina viene ben distesa sulla maiolica
smaltata facendo in modo che picchiettando con un “pezzo” di stoffa sulla superficie
della carta,il carbone contenuto in essa passa attraverso i buchi precedentemente
fatti lasciando sulla superficie del piatto il contorno del soggetto.
Dopo lo spolvero si contorna il soggetto e si inizia a dipingere. Una volta che la pittura del piatto è stata terminata viene cotto a 940°.
Quanto riportato è un piccolo esempio di come si svolge una lavorazione tipica di un dipinto su maiolica.
Sia che si tratti di piatti,di mattonelle o di soggetti in blu o a colori il procedimento base è sempre le stesso.
MUFFOLATURA
I prodotti della terza cottura, in gergo “terzo fuoco”, erano i cosiddetti oggetti
“a riverbero” o “lustri”, ossia le pregiate ceramiche rinascimentali famose per
l'iridescenza dei colori e la bellezza dei riflessi, paragonati a quelli dell'oro
e delle pietre preziose. Di questo tipo di cottura usata ancor oggi per la produzione
di maioliche di tipo tradizionale da pochi mastri artigiani per la sua difficoltà
è prescritto l'uso della tecnica araba codificata da Cipriano Piccolpasso (anticamente
chiamata "maiolica" ed ora conosciuta come "lustro ad impasto"), la quale prevede
una terza cottura a bassa temperatura e in atmosfera riducente di oggetti ceramici
opportunamente preparati tramite l'applicazione di un impasto di determinati sali
metallici. E’ proprio in questa ultima fase che il genio artistico si manifestava
appieno, generando per mezzo di un’arte, affascinante e complessa, dei capolavori
assoluti.
A questo punto viene eseguita la terza cottura in forni chiamati “muffola”,dove
l’aggiunta di sostanze fumogene all’interno del forno fa in modo che avvenga una
riduzione e si sviluppino i lustri metallici dove gli “impasti” subendo un processo
chimico creano quei caratteristici effetti metallici “oro” e “rubino”.